| Spencer Finch, artista americano di Brooklyn, New York, è stato recentemente celebrato in una mostra alla Lisson Gallery di Londra ("Lux and Lumen") e dal 29 Ottobre prossimo sarà protagonista di un evento monografico al Dundee Contemporary Arts Centre (Scozia). E' famoso in America ed Europa per installazioni luminose molto particolari, con cui riesce a catturare aspetti fuggenti della realtà. |
L'artista si reca nei luoghi della sua indagine armato di esposimetro digitale, strumento con cui registra il colore e l'intensità precisa della luce di un luogo già famoso per descrizioni letterarie, artistiche, cinematografiche o significativo per ragioni naturalistiche, storiche o politiche. Si è immerso nella vibrazione del deserto di Los Alamos (New Mexico), dove è stato effettuato il primo test nucleare. Ispirato dalla poesia "Before I got my eye put out" del 1862, ha misurato l'intensità della luce del sole nel giardino della casa di Emily Dickinson in Massachusetts.Ha individuato i toni del crepuscolo nei pressi della casa di Stoccolma di Ingmar Bergman, l'ora magica così spesso ricorrente nelle pellicole del maestro. Ha rilevato i riverberi rosati dell'aurora di Troia, gli stessi immortalati da Omero in una delle più belle immagini di sempre della letteratura mondiale ("l'aurora dalle dita di rosa"). E così via.
Una volta in studio, Finch reinterpreta di nuovo il dato luminoso, riproducendolo con un'opera originale, frutto della sua creatività e in possesso di un suo valore estetico. |
| L'effetto luminoso non è semplice sfondo, ma protagonista insieme al materiale che lo genera. Ed è il titolo dell'opera a catapultare l'osservatore dal piano visivo a quello evocativo. Con "Eos (Dawn, Troy, 10/27/02)" Finch ha ricreato l'intensità della luce da lui registrata a Troia una mattina di Ottobre del 2002, fissando al muro sottili tubi fluorescenti avvolti in pellicole di cellophane (foto 1). "Sunlight in an empty room (passing cloud for Emily Dickinson, Amherst MA, August 20, 2004) è composta da due parti: tubi fluorescenti attaccati alle pareti emanano una luce equivalente a quella del sole, mentre una forma fatta di filtri legati insieme con mollette per il bucato appesa al soffitto replica l'effetto di una nube di passaggio (foto 2). Per "Lux and Lumen", infine, ha creato una nuova installazione, che trasforma la luce del sole in luce lunare: la prima, raccolta e convertita in elettricità, dà energia a lampadine rivestite di pellicole colorate. Una volta accese, queste diffondono una luminosità pacata, che riproduce la luce emanata dalla luna in una serata londinese ["Moonlight (Trying to represent the Sun, April 20, 2008, 11pm)", foto 3]. Ilaria Gentilucci |